Luoghi Giuoiosi

La madre giuoiosa è anche girovaga nella sua città e viaggiatrice nel mondo (più o meno), ma in quali condizioni subisce questo evento?
Indovinate?
Prendere un autobus, andare in un negozio, visitare un museo, sono tutte azioni che esseri normali (single) compiono con molta naturalezza, ma per noi “diversi” tutto questo diventa troppo complicato!
Questa sezione non vuole scoraggiare i genitori di buona volontà ad affrontare il mostro della libera uscita, ma semplicemente avvisare dei pericoli e giuoie che il soggetto in questione potrebbe incontrare nel suo percorso.

ATTENZIONE: Ovviamente, come sempre, si consiglia a soggetti desiderosi di maternità/paternità di allontanarsi il più possibile da questa sezione se non che da questo blog!

 

AH VENEZIA – Le insidie della Biennale

Ce lo porto il bimbo o no? Sarà adatto a un bimbo? Che facciamo , ci andiamo o meglio lasciar perdere ?
Ci andiamo o no?
Ci andiamo o no ?
Ci andiamo o no?
Ci andiamo o no ?
Questa è la domanda che a palla ti gira e ti rigira in testa ogni volta che c’è qualcosa da fare .. Perché tu genitore di un bimbo di due anni lo sai bene che ogni uscita non sarà mai un successo al 100% (a meno che non lo porti al parco sotto casa) ma quello che vuoi evitare è la catastrofe .
La biennale a Venezia? Ma siiii andiamoci , ci sono le barche .
A lui le barche piacciono un sacco.
Poi ci porteremo colori, libri, il suo puzzle preferito, la palla per giocarci nei tempi morti e tutta la famiglia PIG formato gigante, che noi senza quella non facciamo niente.

IMG_4432.JPG

Decontestualizzazione del pennarello

E scegliamoci un posto per dormire fuori porta lontano dagli schiamazzi dei turisti cafoni.
Ecco appunto le barche. Ci abbiamo speso l’80% del nostro tempo.
Primo perché il posto fuori porta era a 40 minuti di traghetto da Venezia. Secondo perché scegliere la direzione sbagliata di un traghetto a Venezia vuol dire impiegare 2 ore a raggiungere un posto!
Ma a lui le barche piacciono .. Lo entusiasmano, lo caricano di un’energia tanto grande da dover essere rilasciata appena superato il ponte. Che poi sarà stata st’energia o semplicemente la voglia riscoperta Di interagire col mare… Sta di fatto che al mare abbiamo regalato i nostri colori e la palla.

IMG_4411

Mammaaaa mi prendi la pallaaaaaa!

Peppa pig è finita nel cesso di un bagno pubblico. E lì ho guardato mio figlio come se vedessi un mostro. “Ma come, ci dormi con Peppa?!?!”

 

IMG_4410

Peppa sperimenta il water

Sì sì alla Biennale ci siamo stati certo.
Alla velocità della luce abbiamo visto le opere , perché si poteva guardare e non toccare e chi glielo spiegava a lui. “Corri corri, guarda al volo quell’opera a sinistra … Mmm mi sembrava interessante quella cosa appesa al soffitto nella stanza precedente …. Mmm madó che freddo qui cambiamo stanza, … Ma dici che sti 200 coltelli incastrati tra di loro sul pavimento possono essere pericolosi?”
Grandi gli organizzatori del festival per aver collocato lo Spazio di intrattenimento famiglie alle fine del percorso, così le famiglie ci arrivano ormai isteriche e i bimbi strafatti dalla noia e pronti a dormire.

IMG_4433

Uno speciale ringraziamento agli organizzatori!

Il momento migliore del week end è stato il viaggio di ritorno in treno. Lui ha dormito tre ore e io ho letto un libro!!! Aahhh finalmente l’attimo culturale è arrivato.

 

 

CONSIGLI STRA-UTILI:

  • Entrare nell’ottica che la Biennale di Venezia più che un luogo che sprizza cultura da tutti i pori sarà un luogo sprizzante di luoghi nascondiglio, adatti ad una strega di mezzanotte!
  • Evitare di far portare giocattoli o oggetti di valore a vostro figlio, a meno che non create un sistema reticolare da legare intorno alla vita del bambino, altrimenti tutto andrà nel fondo del Gran Canal.
  • Partire con uno stato mentale diverso da quello della gita scolastica delle medie.
  • Dire al vostro compagno che il weekend romantico ve lo fate un’altra volta e guardare Venezia con occhi diversi.

LIVELLO DI DIFFICOLTA’ (1-10):
7

LINK UTILI per chi se la rischia:
http://www.labiennale.org/it/arte/educational/

Written by: Madre Giuoiosa 2 

Annunci

Le ferie del masochista

Inutile fare i soliti preamboli del tipo non esistono più le vacanze di una volta, le VACANZE del SINGLE…
Si sa ormai le ferie sono semplicemente un CONGEDO PARENTALE FORZATO per TORTURE GRATUITE, ma poi se ci metti pure la sfiga, insomma la vacanza diventa proprio de MERDA!

Giusto una piccola lista con i punti salienti delle ferie giuoiose passate nella calda Calabria, terra di origine:

  1. Partenza alle ore 21:00 per affrontare la SALERNO – R.CALABRIA, circa 8 h di viaggio con a bordo erede compresa di febbre a 38, ma siccome siamo avversi al destino decidiamo di fare scorta di pezze fredde e tante maledizioni contro la mia vita precedente e ci avviamo. salerno-reggiocalabria
  2. Primi tre giorni di villeggiatura, come se li avessi vissuti dentro una scatoletta di tonno, buia e con eco interno, senza vedere luce esterna. In questi tre giorni ho meditato sull’eterna autostrada e l’incombente malattia di mia figlia che mi ha giuoiosamente regalato il mio karma.
  3. Dieta forzata, a base di: Frittole, Maccarruni i’casa, Pasta e patate, Capocollo fritto nella ‘nduja, Costolette d’agnello, Sazizze, Surpressate, Ficatu, U’ Morzeddhu, Sardella.
    Ogni forma e sostanza che ne deriva dalle melanzane comeParmigiana i mulingiàni, Polpette di melanzane, Melanzane ripiene, ecc ecc ecc…
    Ed ora sono l’essenza della leggerezza per tutto l’inverno!morzello-catanzaro
  4. L’eleganza e la sobrietà dei tuoi vicini d’ombrellone, che dopo tanti anni di permanenza al nord, adesso si sentono dei finti perfetti finlandesi, ma lo slittino purtroppo l’hanno lasciato a Milano.
  5. La spiaggia è il tuo peggior nemico, ormai conosci anche la quantità di peli che ha sul petto il bagnino, visto il moderato numero di volte che percorri il bagnasciuga giornalmente con tua figlia sotto al sole cocente.
  6. Oltre a tua figlia, spesso e volentieri in spiaggia ti si accollano tutti i bambini del circondato e tu ti senti Madre Teresa di Calcutta con tutti gli appestati. Mother Theresa
  7. Quando tutto rientra in un perfetto equilibrio di melanzane e zanzare, qualcosa interrompe questo idilliaco binomio con una simpatica tonsillite che colpisce l’erede a metà della vacanza. Per cui altri 3 giorni dentro la scatoletta di tonno e pronti per la ricerca di un pediatra nei meandri nascosti delle montagne calabre.
  8. Tonsillite passata, ma ormai i nostri umori sono a pezzi anche perchè le sveglie mattutine si avvicinano sempre di più agli orari di rientro a casa di V. Luxuria dopo una serata ai tempi d’oro del mucca assassina. hqdefault
  9. Per non parlare del fatto che mia figlia sta per compiere due anni, e si sa i due anni sono la fase più suicida per i genitori, l’adolescenza di .Christiane F. di “Noi ragazzi dello zoo di Berlino” a confronto una passeggiata. tumblr_mull57H5p31suxj9go1_500

Che dire la vita è strana, stai sempre lì a sperare che passa un periodo, non sopportando l’attuale. A luglio non vedi l’ora che venga Agosto e quando ci sei, odi l’estate con tutte le tue forze!

La vita è come quando aspetti che alla radio passino una canzone e, appena la mettono, entri in una galleria e non senti un cazzo.

Daje raga che è solo Settembre!!

– Pausa – la madre giuoiosa va in vacanza?

Ti piacerebbe

Ti piacerebbe un giorno andare a comprare quelle famose sigarette che ti fanno sparire in un’altra dimensione e portati pure a Pozzuoli per mezza giornata?
Ti piacerebbe che un giorno bussasse a casa un venditore porta a porta della Folletto e ti facesse una presentazione del prodotto pulendoti tutta casa, ma tu lo liquidi con: “Si caro, ma a me è proprio il concetto di aspirapolvere che non convince”?
Ti piacerebbe che tua figlia di quasi due anni entrasse in un vortice spazio temporale, per catapultarsi nel 2040 e tralasciare tutte le fasi: “Oddio il ciclo”; “Oddio i brufoli”; “Oddio mi ha guardata”; “Oddio proprio ti odio”?
Ti piacerebbe che il tuo compagno arrivasse da un giorno a un altro senza preavviso e ti dicesse: “Ho comprato due biglietti per andare alle terme”, senza nessuna organizzazione che prevede raccomandate per i nonni, per il nido, per il portiere, per il macellaio…?
Ti piacerebbe spaparanzarti sul divano, con il dominio del telecomando, e con il tuo compagno e tua figlia chiusi in una gabbia di vetro che ti guardano con odio?
Ti piacerebbe metterti quei bei pantaloni comprati al volo sulla bancarella, ma il tuo occhio da lince ti ha fatto prendere una misura in meno, cosi li passerai a tua figlia quando avrà 18 anni, perchè ora non ci pensi neanche a perdere mezzo kg?

Insomma ti piacerebbe e invece non è cosi, perchè altrimenti sarebbe il tuo giorno fortunato… E io qui di fortunato vedo solo il lusso di trovare alla prima botta un posto sotto casa!

Buon sincero positivo Lunedì a tutti…

545224_10201645482520453_1069782215_n Illustration by: Matthias Seifarth  http://matthias-seifarth.com/#

PDC – Prima e Dopo la Cura

Scusate ma a voi non vi diverte fare paragoni o sentirvi un po attori del caso come in quei film in cui si racconta delle trasformazioni più assurde, come quando la protagonista da cozza diventa una strafiga assurda, che non te la dà neanche se risuscita Freddie Mercury?
Bhe si piacciono anche a me, peccato che ora la trasformazione sia tutta al contrario.

Quando sei in ospedale per dare alla luce il nascituro, stai attraversando la data X in cui si trapassa uno Stargate, che chiude per sempre il buco dell’uscita, perchè volenti o nolenti perdiamo per sempre le chiavi nel passaggio spazio/tempo. A questo punto possiamo anche dire con metodo scientifico che le ostetriche sono degli ologrammi della quarta dimensione.

Ps: Ormai trovo un’affinità nel disegnare grafici ed infografiche.
In fondo un numero vale più di mille parole…

B&A

Ovviamente la mia è solo invidia—-

Un viaggio in Transiberiana sarebbe stato più leggero…

Buongiorno a tutti,
Oggi vorrei scrivere/descrivere una simpatica idea che è venuta alle mie amiche Sfigliate qualche mese fa… Regalarmi un bel biglietto per Milano, della durata di tre giorni, per andare a vedere il Salone del Mobile.
Per chi non fosse esperto di design è una delle più famose fiere del settore che coinvolge la città a 360°, per la giuoia dei Milanesi.
Ma il biglietto non è stato indirizzato solo a me, ma anche alla mia primogenita, prima ed ultima e senza l’ausilio del padre.

All’inizio presa dall’euforia, non vedevo l’ora di partire e nei giorni adiacenti alla partenza ho fatto anche dei strani riti misto stregoneria nera e prodotti omeopatici dell’erboristeria sotto casa, perché si sa che l’8° legge di Murphy (il porta jella) detta: “l’unica cosa sicura nella vita è la morte e la febbre di tuo figlio il giorno prima della partenza”.

1° giorno: La partenza
L’entusiasmante euforia cominciò a svanire nel momento in cui siamo salite sul treno. Logicamente siamo volute partire leggere per tre giorni: passeggino; famosa pettorina anti-fuga; zaino Quechua pieno fino all’orlo, compagno di avventure giovanili, quando l’ostello era l’Excelsior del pernottamento; borsa “Mamma”, dove dentro per quanto è affollata ti prendono attacchi di panico e puoi cominciare a soffrire di Demofobia; e ovviamente non poteva mancare la nostra amica Bambola che mia figlia utilizza come feticcio per sfogare il suo stress, notare i capelli della povera suddetta. Con questo leggero carico e le simpatiche barriere architettoniche romane, quel santo del nonno ci ha accompagnate alla stazione, fino dentro al treno, fino al punto che il treno è ripartito con lui dentro…
Lì è iniziato il nostro divertente viaggio, con mio padre che inveisce contro il controllore per un’ora e mezzo, perché non c’è stato il tempo di scendere visto che ci doveva aiutare con il ricco fagotto. E così la sua mattina è proseguita fino a Firenze, invece di andare a lavoro.

IMG_1905

Ciao nonnoooo saluta Firenze!

Dopo tre ore di treno, le quali non entro nel dettaglio con pianti vari e tutte le posizioni ginniche sulle valige altrui, ci aspettava ancora un viaggio in metro, in bus e una bella camminata di circa 1 km…
Finalmente a casa della mia amica, un delizioso monolocale con delle sicurissime scale a chiocciola, prima passione e amore della primogenita, la quale ci si è fiondata percorrendole almeno 10 volte al giorno.

2° giorno: L’adattamento
Il secondo giorno non poteva iniziare nel migliore dei modi: PIOGGIAAAAA! Ma quella potente, non due sfigate goccioline!
5 ore chiuse dentro il monolocale sempre dotato di comodissime scale a chiocciola, per non farcela salire non sapevo più cosa inventarmi: farle smontare il frigorifero neanche fosse un suppellettile ikea; aprire i dadi Star e cambiare la carta di ognuno con il suo compagno; lanciare assorbenti per casa; fare le foto più stupide del mondo; mangiare mille schifezze…

Come passare il tempo in modo sano prima che smetta di piovere

Come passare il tempo in modo sano prima che smetta di piovere

Fino a quando anche il Karma si è messo una mano sulla coscienza e ci ha fatto uscire un po di sole nel pomeriggio. Ci siamo fatte coraggio e siamo andate! Il coraggio è stato vano nel momento in cui mia figlia ha voluto abbandonare per sempre il suo passeggino, che ormai è diventato solo un carrello porta oggetti e farsi tutta zona Tortona o in braccio o correndo.

Come sono venuta benein questa foto  insieme  al palloncino

Come sono venuta bene in questa foto insieme al palloncino

Con 10000mq di Fabbrica del Vapore io preferisco andare sul monopattino rubato a chissà quale bambino

Con 10000mq di Fabbrica del Vapore io preferisco andare sul monopattino rubato a chissà quale bambino

Verso il Muba Museo dei bambini

Verso il Muba Museo dei bambini

3° giorno: La partenza
La mattina seguente altri percorsi guidati dalla mia schiena ormai ridotta a brandelli, fino alla stazione…  Anche qui non entro nel dettaglio per far coincidere qualche passeggiata mattutina e l’arrivo in stazione contro ogni legge sulla velocità della luce.
Siamo state letteralmente lanciate sul treno dalla mia amica con tanto amore e una volta trovato il nostro “larghissimo” posto per due, scopriamo che vicino al nostro posto c’era un altro simpatico bambino di 13 mesi, peggio della primogenita. Lì per lì ho ringraziato il signore per questa benedizione, così almeno si sarebbero annullati a vicenda giocando insieme, invece l’allegra coppia si odiava. Si sono ignorati tutto il tempo tranne in alcuni momenti per litigare. Ovviamente tutto il vagone ci ha odiati profondamente e soprattutto la coppietta affianco a noi, la quale prima di scendere ci ha confidato che avrebbe aspettato qualche altro tempo prima di avere dei bambini…lui aveva la tenera età di 45 anni!

In queste tre lunghissime giornate ho capito che l’adattamento per mia figlia è cosa che le è estranea e tutto quello che invece riguarda la sua quotidianità è qualcosa di sacro.
Io porto ancora i segni del maltrattamento, vesciche, mal di schiena, sonno perenne e rimpiango gli ormai lontani momenti in cui viaggiavo un giorno si e l’altro pure in condizioni pietose.

A tal proposito invidio le mie colleghe blogger che invece scrivono pagine e pagine su come è facile viaggiare con 8 figli fino a Katmandu. Seguite loro per tutti i consigli del caso e non me!
Vi cito e vi odio <3:
Ma che davvero: http://machedavvero.it/category/travel/
In cinque con la valigia: https://incinqueconlavaligia.wordpress.com/
Playground around the corner: http://www.playgroundaroundthecorner.it/
Valigia e passeggino: http://valigiaepasseggino.com/
Sei in viaggio: https://seinviaggio.wordpress.com/

Ah dimenticavo le mie amiche Sfigliate mi hanno fatto questo regalo perché mi hanno sentita un po esaurita questo periodo…  E ora secondo voi come posso sentirmi. Vi voglio bene donne!
Prossimo viaggio in programma, tra 5 anni!

Nuovo programma su realtime: Senza Nido – Settimana da incubo

Allora una volta provato non si può più tornare indietro.
E’ una droga, ti rilassa anche se stai lavorando davanti al pc da 8 h…
L’Asilo Nido una volta che entra nella tua vita, non lo puoi più far uscire.

A volte però è obbligatorio non farne uso, causa: raffreddore, diarrea, nausea, vomito, mal di testa, bolle esantematiche, malattie tropicali…
E lì purtroppo possiamo fare solo una cosa: cercare una candelina tipo quelle che trovi da Ikea, o un cero, accenderlo, preferibilmente sotto un effige e continuare la preghiera finché le pozioni magiche non facciano il loro effetto.

Il primo giorno è il più duro in assoluto, perché parti con tutte le buone intenzioni, ti scarichi da internet tutti i giochini più assurdi Fai-da-te da far fare a tuo/a figlio/a, ma mentre li fate, il pensiero è costante: ma chi caxxo li ha pensati? Perché non ho mai la colla vinilica dentro casa? Perché non ho fatto l’esame di modellistica ad architettura?
E da lì a cascata una serie di interrogativi esistenziali, tipo perché esiste potpourri, ti fa cadere in una depressione cosmica.
“Ed ora che cavolo gli faccio fare?”
Il soggetto in questione però ha già la risposta:

  • Lanciare un pannolino pieno di cacca nel corridoio;
  • Prendere la carta igienica sporca dal water e spiaccicarla per tutto il bagno;
  • Tirare fuori i panni dalla lavatrice (no non ti sta aiutando a stenderli);
  • Fare on/off con tutti i dispositivi elettronici con una velocità pari ad 80 km/h; etc etc…

Tutto ciò con 38.8 di febbre e sono solo le 11:30 del mattino.
E allora lì ti domandi ancora, perché invece di prendere gli occhi del padre, non poteva prendere la sua apatia febbrile con 36.9?

Il secondo e terzo giorno vanno un pochino meglio, perché ormai sei già educata all’occorrenza, ma il sonno già pervade le tue palpebre, perché oltre a spendere tutte le calorie mattutine, pomeridiane e serali, devi anche spendere quelle notturne per recuperare il tuo lavoro, quello che non hai potuto svolgere durante tutto il resto della giornata, quello del tipo Clienti/ Stipendio/ Una nuova concezione di Relax.

Il quarto giorno cominci ad intravedere la luce, ma inizi ad avere anche le visioni, perché sopra il frigorifero c’è Tata Lucia che ti appare vestita di azzurro con una forte luce retrostante e ti indica la pila di piatti da lavare e tuo/a figlio/a che sta per entrare nella quarta dimensione saltando dal divano, che tu ormai non hai più la lucidità per vedere.

Quinto giorno la guarigione…
Ma per tuo/a Figlio/a perché quel simpatico virus che prima viveva nel tuo pargolo si è trasferito nell’appartamento vicino, il tuo stomaco. E quando te ne accorgi è già troppo tardi perché è venerdì, ed è il weekend che ti eri programmata dal 2007!

Illustrazione di Lucy Scott

Illustrazione di Lucy Scott

D’ora in poi hai la scusa pronta…

Ogni madre giuoiosa che si rispetti, ha come filosofia di vita la stessa di Jim Morrison: Volevo fare le prove per il concerto, ma poi è successo che mi si è incendiata la stanza e…
Io: Volevo lavarmi i capelli, ma poi sono passate due settimane e…

Questo post è dedicato a tutto quello che volevamo fare e invece!

All’inizio ti prende male, ma poi cominci a farci l’abitudine e alla fine quasi ti piace, ti senti mezza zen e mezza la “vita scorre e tutto va come deve andare”, pazienza.
L’imprevisto è il concetto basic che ci accompagna in tutto il percorso genitoriale. La madre perfezionista all’inizio impazzisce, ma poi ciò che la uccide inizialmente, in seguito le risulta quasi un metodo terapeutico.
Niente che possa riguardarmi eh!

Volevo scrivere 3 post alla settimana ma poi sono passata a due e poi mi sa che andrò a finire a uno perchè…

Perché questo weekend l’ho passato in ospedale per un’otite e delle placche, che un semplice pediatra non me lo poteva vedere in un paio d’ore –
Perché ho preparato il pranzo più buono del mondo, ma poi è finito in frigorifero in attesa che un giorno possa essere il suo giorno fortunato –
Perché ho passato un pomeriggio ad attaccare calamite sul nuovo frigorifero tanto atteso, dopo la rottura del vecchio –
Perché ho raccolto con un bastone i giocattoli finiti sotto tutti i meandri più infrattati della casa e nel water –
Perché ho pulito la cucina dopo che ho trovato una scatola di cereali del 2011 –
Perché ho fatto un peluche DIY con la lanugine di polvere che migrava per casa –
Perché ho voluto dormire giusto quelle 5 h a notte, incastrata su un letto Ikea a una piazza e mezza dedicata ad una persona grassa e invece noi ci stiamo in tre –
Perché quando lasci tua figlia in compagnia di qualcosa di interessante vuol dire che hai da fare sicuramente una faccenda ma che dopo dovrai rimettere apposto tutta la stanza…

Perché

Fry_Looking_Squint