Belle dopo il parto (si fa per dire)

Prima un po di noi…

Fino a poco tempo fa quando entravo a casa di amici alzavo la maglietta per far vedere le tette facendo finta di nulla e tutti ridevano…. tra qualche mese compirò 34 anni… e sono incinta. L’ho saputo prima che le mie mestruazioni non venissero, forse l’ho saputo il giorno che ho copulato con il mio compagno in campagna al freddo e al gelo…. o perché mi facevo dei piatti giganti di pasta con la bottarga alle 5 del pomeriggio… non so perché ma lo sapevo.
Il test l’ho fatto a studio.
Come tutte le mattine ho preso l’autobus come faccio da un po di mesi, perché non ho più il motorino…è stato portato allo sfascio perché fuori legge. Esco di casa prendo il caffè che è un po troppo amaro …certe mattine può succedere. Decido di entrare in farmacia compro il test e percorro via tiburtina a piedi fino a piazzale del Verano dove prendo il 545 che mi lascia proprio vicino a studio salgo e lo faccio…
La mia vita sta per cambiare.
Sono felice? Ancora non lo so …mi viene solo da guardare il mio lavoro e di scuotere la teste… Dove li metto? Cosa faccio?
Tutta la vita ho pensato di fare questo ed ora come faccio?
Chiamo chi devo chiamare..e dopo aver detto un centinaio di volte o mio Dio… Mi siedo sul divano giallo e osservo quello che ho intorno.
Mi viene da piangere… sono felice… non lo so, sono triste si, un po.. Provavamo… ma non pensavo che potesse succedere a me.
Una delle prime cose che mi è venuta in mente è stata chissà se posso usare il seghetto alternativo o se l’acqua raggia fa male.
Sapevo già quando ho deciso di fare questo mestiere che la mia vita sarebbe stata precaria… perciò quando sento la parola giovani precari mi fa sorridere. Non ho mai pensato di avere un posto fisso o un contratto a tempo indeterminato… questo perché non è che non mi piace lavorare anzi non riesco a stare ferma…ma pensare tutti i giorni di fare la stessa cosa mi ha fatto sempre paura e fin da piccola ho deciso di votare la mia vita al precariato…

Seguo le formiche per vedere dove vanno…immagino la loro casa, fino ai più piccoli dettagli, mi sdraio con la testa verso l’orizzonte e vado via lontano stando ferma….troppo stretto…stiro il vestito più bello che ho, lo indosso.

(Viola)

Chat: “BELLE DOPO IL PARTO (Si fa per dire)”

29/03/14

12:01: Giordana: approfittando dell’assenza di Nino e della presenza di mia madre, oggi ho rivisto un amico che non vedevo da tempo…
Silkepil 😖

12:04: Viola: io non ho più capelli…aumentano solo quelli bianchi

12:05: Giordana: vai di china su cute

12:05: Viola: e più mi guardo e più vedo una pera

12:06: Giordana: Violè pesavi 50kg! appena smetti di allattare ci torni. Io 50kg non li vedo dalle scuole medie
sono 2anni che mi sono scofanata e la gravidanza ha dato lo sfascio finale
chiedi a tua madre se santa pupa c’ha un’amica per noi

12:09: Viola: il macellaio del mercato quando ero incinta mi disse…
mangia bene….
che mia moglie dopo essere rimasta incinta non è più tornata come prima

12:15: Valentina: Maledetto macellaio

12:15: Giordana: cornuto

12:19: Valentina: Sto vizio delle persone di voler estendere sul prossimo le proprie sfighe.
Macellaio nfame

12:24: Tina: Giordana sai come avevo interpretato il tuo messaggio? Che ti facevi il silkepil per vedere un amico: già pensavo male!!!

12:25: Giada: Pure io ahahah
Comunque il corpo dopo il parto nn è piu lo stesso
App me toccava la tizia saltavo

12:27: Gioia: Ahahhahaha

12:27: Valentina: Diglielo ai miei fianchi

12:27: Gioia: Ci vuole tempo per ritornare in forma donne
E tantissimo sacrificio
Oppure un gran culo
Ma sono in poche ad averlo
ANNUNCIO!!
Io sto andando al circo massimo al mercato bio delle cooperative agricole!
A qualcuna serve qualcosa!?!?
Li magari so più forniti del bio vicino le poste… Sicuramente più simpatici!!!

12:36: Giordana: grazie gioia, ma non ho idea. Un paio di tette no ogm?

12:50: Gioia: Guarda se le trovo ne prendo una ventina di paia..
Così un po’ per tutte

12:56: Tina: Mi raccomando a me con capezzoli nuovi!

13:05: Gioia: Naggia a te…
Stasera ti porto l’arnica..
Devi risolvere… Se si infettano di più rischi mastite
In ogni caso.. Li vuoi di quello sempre turgidi o retrattili
Io consiglio il tipo sempre turgido.. Così poi sai come rimorchi!!!

15:23: Giada: Comunque dicevo a livello di sensibilità! Porca zozza

15:23: Eleonora: Si è vero ma pure di emotività
Ma mi sa che volevate rimanere in ambito fisico

15:27: Giada: Ahahah vabbe quello mentale ciaoneee

15:27: Gioia: Ooooo mi sono persa
Di che si parla!?

15:27: Giordana: Giada con “ciaone” mi fai morì ogni volta 😂 non l’avevo mai sentito

15:30: Giada: Come no??? Ahahah è molto roman slang

15:31: Giordana: stupendo

 

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Luoghi Giuoiosi

La madre giuoiosa è anche girovaga nella sua città e viaggiatrice nel mondo (più o meno), ma in quali condizioni subisce questo evento?
Indovinate?
Prendere un autobus, andare in un negozio, visitare un museo, sono tutte azioni che esseri normali (single) compiono con molta naturalezza, ma per noi “diversi” tutto questo diventa troppo complicato!
Questa sezione non vuole scoraggiare i genitori di buona volontà ad affrontare il mostro della libera uscita, ma semplicemente avvisare dei pericoli e giuoie che il soggetto in questione potrebbe incontrare nel suo percorso.

ATTENZIONE: Ovviamente, come sempre, si consiglia a soggetti desiderosi di maternità/paternità di allontanarsi il più possibile da questa sezione se non che da questo blog!

 

AH VENEZIA – Le insidie della Biennale

Ce lo porto il bimbo o no? Sarà adatto a un bimbo? Che facciamo , ci andiamo o meglio lasciar perdere ?
Ci andiamo o no?
Ci andiamo o no ?
Ci andiamo o no?
Ci andiamo o no ?
Questa è la domanda che a palla ti gira e ti rigira in testa ogni volta che c’è qualcosa da fare .. Perché tu genitore di un bimbo di due anni lo sai bene che ogni uscita non sarà mai un successo al 100% (a meno che non lo porti al parco sotto casa) ma quello che vuoi evitare è la catastrofe .
La biennale a Venezia? Ma siiii andiamoci , ci sono le barche .
A lui le barche piacciono un sacco.
Poi ci porteremo colori, libri, il suo puzzle preferito, la palla per giocarci nei tempi morti e tutta la famiglia PIG formato gigante, che noi senza quella non facciamo niente.

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Decontestualizzazione del pennarello

E scegliamoci un posto per dormire fuori porta lontano dagli schiamazzi dei turisti cafoni.
Ecco appunto le barche. Ci abbiamo speso l’80% del nostro tempo.
Primo perché il posto fuori porta era a 40 minuti di traghetto da Venezia. Secondo perché scegliere la direzione sbagliata di un traghetto a Venezia vuol dire impiegare 2 ore a raggiungere un posto!
Ma a lui le barche piacciono .. Lo entusiasmano, lo caricano di un’energia tanto grande da dover essere rilasciata appena superato il ponte. Che poi sarà stata st’energia o semplicemente la voglia riscoperta Di interagire col mare… Sta di fatto che al mare abbiamo regalato i nostri colori e la palla.

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Mammaaaa mi prendi la pallaaaaaa!

Peppa pig è finita nel cesso di un bagno pubblico. E lì ho guardato mio figlio come se vedessi un mostro. “Ma come, ci dormi con Peppa?!?!”

 

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Peppa sperimenta il water

Sì sì alla Biennale ci siamo stati certo.
Alla velocità della luce abbiamo visto le opere , perché si poteva guardare e non toccare e chi glielo spiegava a lui. “Corri corri, guarda al volo quell’opera a sinistra … Mmm mi sembrava interessante quella cosa appesa al soffitto nella stanza precedente …. Mmm madó che freddo qui cambiamo stanza, … Ma dici che sti 200 coltelli incastrati tra di loro sul pavimento possono essere pericolosi?”
Grandi gli organizzatori del festival per aver collocato lo Spazio di intrattenimento famiglie alle fine del percorso, così le famiglie ci arrivano ormai isteriche e i bimbi strafatti dalla noia e pronti a dormire.

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Uno speciale ringraziamento agli organizzatori!

Il momento migliore del week end è stato il viaggio di ritorno in treno. Lui ha dormito tre ore e io ho letto un libro!!! Aahhh finalmente l’attimo culturale è arrivato.

 

 

CONSIGLI STRA-UTILI:

  • Entrare nell’ottica che la Biennale di Venezia più che un luogo che sprizza cultura da tutti i pori sarà un luogo sprizzante di luoghi nascondiglio, adatti ad una strega di mezzanotte!
  • Evitare di far portare giocattoli o oggetti di valore a vostro figlio, a meno che non create un sistema reticolare da legare intorno alla vita del bambino, altrimenti tutto andrà nel fondo del Gran Canal.
  • Partire con uno stato mentale diverso da quello della gita scolastica delle medie.
  • Dire al vostro compagno che il weekend romantico ve lo fate un’altra volta e guardare Venezia con occhi diversi.

LIVELLO DI DIFFICOLTA’ (1-10):
7

LINK UTILI per chi se la rischia:
http://www.labiennale.org/it/arte/educational/

Written by: Madre Giuoiosa 2 

Come fai fai… sicuro fai una caxxata!

Lo so sono una madre di merda, non ho dedicato abbastanza tempo alla mia piccola creatura giUOiosa, il nostro blog…
Ma mica solo voi siete stanchi di questa vita pre-vacanziera, ogni movimento è rallentato con 50 °C, pensa tu ad elaborare pensieri sagaci e trasportarli su un video… Comunque dopo questo articolo Ciaone, vi darò giusto qualche informazione sporadica circa i cazzi miei e della mia prole.
In fondo ci eravamo chiariti fin dall’inizio, non sono per i rapporti duraturi e soprattutto costanti, come vorrebbero farci credere social media manager e web marketing.

Tornando a noi, il titolo è abbastanza chiaro, no?
Vorrei concludere l’anno scolastico con uno dei più grandi dilemmi umani: Ti puoi arrovellare, sviscerare, analizzare, castrare, catalogare, martoriare,
Tanto non sarai mai un genitore perfetto!!
Voglio dire, il mio non è uno stato di rassegnazione, ma semplicemente una presa di coscienza.
Avete mai conosciuto dei figli che sono cosi soddisfatti dei genitori, come uno potrebbe essere soddisfatto dei commessi della apple?
IO NO, forse solo a tratti altalenanti con flussi alternati di giUOie e Dolori.
Ti puoi fare a strisce, ti puoi fare la plastica e diventare come Nicol Kidman, in una moglie perfetta, ma tanto loro il difetto te lo trovano e ti odieranno a vita.

Categorie:

IL GENITORE MEDIO:
E’ un po come l’Italiano medio, ha quelle due tre cose che non gli puoi toccare tipo il telecomando, l’aria condizionata e il taglia erba, per il resto figlio mio basta che porti un bel sei democratico a casa e sta tutto a posto.
TUO FIGLIO TI RINFACCERÀ:

  • La vita sentimentale con tuo marito, che non è stata abbastanza travolgente e non avete mai pomiciato davanti a lui, per cui avrà sicuramente scompensi relazionali con l’altro sesso.
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“Qui mio padre dopo che gli ho detto che volevo fare nuoto. Il trauma dei spostamenti in macchina non l’ha mai più superato”

IL GENITORE ALTERNATIVO:
Si nasconde dietro la veste del tranquillone, in realtà è un dittatore culianrio, guai a trovare dentro casa sua una merendina a base di cioccolato ed olio di palma, appena il figlio si avvicina ad una scatola che potrebbe vagamente somigliare ad una televisione, il genitore alternativo taglia tutti i contatti con la realtà e manda il figlio un mese dentro uno shantaram indiano.
TUO FIGLIO TI RINFACCERÀ:

  • Non solo tutte le schifezze varie che non gli hai fatto provare nella sua vita, tipo il Mars fritto, ma diventerà uno stripteaser alcolizzato nel famoso triangolo pubico della città di Edimburgo.
Woman shopping at farmer's market

“Mamma mentre sceglie gli ingredienti per la mia torta di compleanno”

IL GENITORE SPORTIVO:
In realtà è un cazzo di sadomasochista pari allo switch con disturbi di personalità… butta il figlio nelle situazioni più assurde, tipo gara di triatlon con 50 C° in Azerbaijan a soli 8 anni.
TUO FIGLIO TI RINFACCERÀ:

  • Assenza di trascuratezza totale nella sua vita e soprattutto assenza di fancazzismo domenicale.
    Sicuro avremo allevato un futuro Sofà-specialist e un classico “prendo la macchina pure per prendere il latte sotto casa”.
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“Io e papà mentre mi spiega come si rompre un braccio con la mossa gay-friendly”

IL GENITORE OPPRESSIVO:
Non ha neanche bisogno di troppe spiegazioni, rompe i coglioni per qualsiasi cosa.
TUO FIGLIO TI RINFACCERÀ:

  • TUTTO TUTTO, MA PROPRIO TUTTO!
topic

“Io e Mammà mentre pasteggiamo!!”

IL GENITORE HIPPIE:
Della serie “Ma fa un po come cazzo te pare” perchè devi essere autonomo, in realtà il figlio in questione non mangia da 2 settimane.
TUO FIGLIO TI RINFACCERÀ:

  • Dei pasti costanti e diventerà tutto quello che tu non avresti mai voluto per lui, o un contabile o un banchiere, ovviamente per dare ordine alla sua vita.
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“Questa è una foto dei miei genitori al mare… anche se ancora non ho capito bene quali siano!”

Logicamente io per non sbagliare faccio un mix di tutte le tendenze qui sopra elencate, così tanto per non sbagliare e un giorno rinfacciare io qualcosa a lei … Guarda un po se ci prendo, e mi toccherà scrivere un bel libro di pedagogia?

Già mi odia... si vede!

Già mi odia… si vede!

Comunque auguro buona disperazione estiva a tutti noi martiri sulle spiagge sia italiane che straniere, perchè per noi non ci sarà mai più un inizio di una vacanza ma soltanto il conteggio per l’inizio della scuola.

Bella mamma di padella!

Se davo retta a mia Madre… a quest’ora ero madre di tre mostri!

Allora partiamo dal principio, le MADRI NON HANNO SEMPRE RAGIONE, secondo la mia il parto è un mal di pancia da ciclo “un po” più forte (qui porca miseria non c’è la faccina di wazup con gli occhi sbarrati?)

Tutto è cominciato appena le ho dato la lieta novella e dopo grandi sorrisi e abbracci partono le Chiuse di consiglio spietato pre-nascita, che possono durare interi pomeriggi intervallati, da shopping di tutine bruttissime fuxia a pallini verde cocomero.

1.a Il parto secondo Mia Madre
MM: Ma si… il parto non è che un mal di pancia un po più forte rispetto al ciclo!
Io: Ah si?
MM: Si! poi verso la fine quando esce, non si sente niente!
Io: Veramente?
MM: Si si! L’episiotomia non senti nulla…
Io: Vabbè allora ‘na cazzata sto parto… tutti che fanno sto casino! Esagerati!

1.b Il parto nella realtà
– Forse il mal di pancia da ciclo un po più forte è quando capisci che il tuo compagno ha preso la valigia dell’ospedale e si è dimenticato le chiavi del lucchetto a casa e ti fa salire cosi tanto il sangue al cervello, che il mal di pancia si trasforma in qualcosa di superiore… ma niente a che fare con quei terrificanti momenti intervallati da alti picchi, chiamati contrazioni.
– Alla fine non senti niente? Ma io te meno
– No l’episiotomia non senti niente, perchè ora va di moda donna ti devi squarciare da sola w la natura w il rispetto dell’ambiente w il dolore

Adesso è nato il nipotino e siamo tutti felici e contenti, anche perchè tua madre ti ha detto che tu eri una santa, una bambina con le ali.
Quindi il peggio è passato:

2.a il neonato secondo mia Madre
MM: Tu dormivi tutta la notte. Non hai mai pianto. Pensa che noi ti portavamo al cinema e a teatro a 2 mesi.

2.b Il neonato secondo la realtà
– Il neonato nella realtà oltre a non dormire tutta la notte fino all’anno di età, ti apre le orecchie con pratiche da film Hostel, con il suo delicato pianto, se non lo vai a prendere. Eh si il cinema e il teatro lo sai quando lo rivedi? Quando Woody Allen farà un film sulle Winx!

3.a Lo spazio vitale del neonato secondo mia madre
MM: Io dove ti mettevo stavi… e poi andavi con tutti, hai cambiato più babysitter tu che Paris Hilton e guarda come sei cresciuta bene.
Io: Bha, se lo dici tu…

3.b Lo spazio vitale del neonato nella realtà
– Nella realtà il neonato è già dotato di gambe e braccia, ditelo a mia madre, ed anche se i suoi arti non hanno una muscolatura da H.Bolt hanno pero il cervello di un ninja e sanno strisciare, rotolare e catapultarsi.
Babysitter? Ma se prima di farla entrare in casa deve superare le prove della confraternita americana Skull e Bones.

…Alla fine poi ho scoperto che parlando con donne con età uguale o maggiore di 60 anni, hanno tutte la stessa visione paradisiaca dei propri figli. Allora mi sono spiegata che le opzioni potevano essere solo tre:

  1. Facendo un paio di calcoli veloci, non ci vuole molto a capire che la generazione in questione ha fatto parte di comunità hippies e quindi probabilmente i ricordi di tali sono abbastanza volubili.
  2. Sempre per i calcoli di prima, quasi tutti i soggetti in questione hanno fatto un viaggio in Mexico ed hanno fatto abuso di Peyote e un pezzetto ce l’hanno lasciato nel biberon.
  3. Ultima opzione, meno credibile, esiste un tacito accordo tra madre natura e tua madre, che impedisce di riferire alla propria figlia la maledetta verità del neonato, per la salvaguardia della specie.

Solo su una cosa c’ha preso… che ho vomitato tutte e nove i mesi!

Il giardino delle madri suicide

Salve Martiri,

Scusate l’attesa, ma il weekend mi ha donato dei fantastici momenti in compagnia, non di uno, non di due, ma ben di tre belve non addomesticate, che hanno pervaso per 36 splendide ore la mia lussuosissima dimora di circa 50 mq.
Che dire, abbiamo passato momenti intervallati tra dialoghi di circa 40 min di un certo spessore – Lui: “Si”e Lei: “No” –  tra mia figlia e il suo nuovo “amichetto” o anche a chi salta più in alto dal letto per arrivare al piano dell’inquilina di sopra.
Fatta questa premessa e compreso il mio solito, se non peggiorato, stato d’animo, mi sto riprendendo e fantasticando sulle famiglie numerose, che per me sono composte anche semplicemente da 4 persone.

Dicevo, fatto questo preambolo, mi ero ripromessa di toccare un argomento di un certo livello, che ci accomuna tutti già nei primi mesi di vita:
L’uscita pomeridiana al parchetto sotto casa
Come ogni cosa ed anche questa, all’inizio ha un non so che di piacevole, ma potrà andare solo che a peggiorare. Nei primi mesi di vita il soggetto in questione può rimanere dentro il suo apposito contenitore, o anche stare in braccio alla madre giuoiosa o addirittura stare seduto sul praticello, con qualche giuoco da sballottolare o qualche filo di erba da tirare, senza che tu possa fare alcuno sforzo. Queste, quindi, sono ore di libertà, dove puoi respirare un po di aria fresca, non la gattabuia che ormai è diventato il tuo appartamento. Avrai anche la libertà di parlare con persone della tua età, o forse qualche anno di più, perché sicuro ti sei accollata la simpatica vecchietta di turno, che non sa tenersi nulla per se, neanche le fantastiche avventure delle sue emorroidi grandi come una casa dopo il suo sesto parto.

L’attività  si trasforma da leggera a media difficoltà, quando il sempre tale soggetto comincia ad avere l’esigenza di attenersi sulle proprie gambe, ma non in maniera completamente autonoma, ma con l’ausilio delle braccia delle madre, per cui ti trasformi in un’altalena gobba, pronta a sorreggere l’uccellino di 9 kg lungo tutto il perimetro del parco.
La fortuna ha voluto che il parco vicino casa tua è entrato nella top ten dei parchi più grandi della città.

La media difficoltà si trasforma in altissima, quando i vecchi 9 kg, ormai quasi 12, hanno imparato a tenersi sulle proprie gambette, fino a volteggiarsi nell’aria come un piccolo Roberto Bolle impazzito.
Insomma qui inizia la guerra!
Tuo figlio comincia a prendere le sembianze di Alex in una versione di un metro più bassa:
11108209_995993033758057_8649207067017073211_nE con il suo bastone si fa largo nella mandria di bambini per accaparrarsi posti in prima fila per lo scivolo, ma ovviamente non quello adatto alla sua altezza, ma quello per gli adulti. Probabilmente c’è un accordo segreto tra mia figlia e il fisioterapista, curatore dei miei mali dorsali, il quale in cambio dei tremendi sforzi dannosi per la mia schiena, corromperà la suddetta con degli attraenti giochi splatter.

L’altalena però è la più ambita, anche da noi madri, per lo meno devi solo spingere con un solo braccio i 12 kg, seguendo un movimento ondulatorio, Fatica: bassa. La difficoltà sta solo nel piazzarti per circa 10 minuti lì davanti, con tua figlia che rischia la vita almeno 30 volte passando davanti l’attrezzo infernale in movimento e pronunciando la falsissima frase: “No non ti preoccupare lei sale dopo”.
E’ arrivato il momento, ora tocca a voi e lei se la pavoneggia!

Ma in fondo non sono solo i nostri figli che cominciano la loro arrampicata sociale, verso l’ultima vetta del quadro svedese, siamo anche noi che dobbiamo fare un po di pipì sul territorio per difenderci la nostra panchina verde pisello!

ps: Comunque l’esperienza più traumatizzante di parco è stata quella del giardino zoologico: tour di 6 h (dalle 9 alle 15) durante il quale gli animali sono stati un piccolo dettaglio a confronto delle braccia di mammà.
Ma questo è argomento da rimandare a prossima lettura.

Arrivederci & Grazie

Un viaggio in Transiberiana sarebbe stato più leggero…

Buongiorno a tutti,
Oggi vorrei scrivere/descrivere una simpatica idea che è venuta alle mie amiche Sfigliate qualche mese fa… Regalarmi un bel biglietto per Milano, della durata di tre giorni, per andare a vedere il Salone del Mobile.
Per chi non fosse esperto di design è una delle più famose fiere del settore che coinvolge la città a 360°, per la giuoia dei Milanesi.
Ma il biglietto non è stato indirizzato solo a me, ma anche alla mia primogenita, prima ed ultima e senza l’ausilio del padre.

All’inizio presa dall’euforia, non vedevo l’ora di partire e nei giorni adiacenti alla partenza ho fatto anche dei strani riti misto stregoneria nera e prodotti omeopatici dell’erboristeria sotto casa, perché si sa che l’8° legge di Murphy (il porta jella) detta: “l’unica cosa sicura nella vita è la morte e la febbre di tuo figlio il giorno prima della partenza”.

1° giorno: La partenza
L’entusiasmante euforia cominciò a svanire nel momento in cui siamo salite sul treno. Logicamente siamo volute partire leggere per tre giorni: passeggino; famosa pettorina anti-fuga; zaino Quechua pieno fino all’orlo, compagno di avventure giovanili, quando l’ostello era l’Excelsior del pernottamento; borsa “Mamma”, dove dentro per quanto è affollata ti prendono attacchi di panico e puoi cominciare a soffrire di Demofobia; e ovviamente non poteva mancare la nostra amica Bambola che mia figlia utilizza come feticcio per sfogare il suo stress, notare i capelli della povera suddetta. Con questo leggero carico e le simpatiche barriere architettoniche romane, quel santo del nonno ci ha accompagnate alla stazione, fino dentro al treno, fino al punto che il treno è ripartito con lui dentro…
Lì è iniziato il nostro divertente viaggio, con mio padre che inveisce contro il controllore per un’ora e mezzo, perché non c’è stato il tempo di scendere visto che ci doveva aiutare con il ricco fagotto. E così la sua mattina è proseguita fino a Firenze, invece di andare a lavoro.

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Ciao nonnoooo saluta Firenze!

Dopo tre ore di treno, le quali non entro nel dettaglio con pianti vari e tutte le posizioni ginniche sulle valige altrui, ci aspettava ancora un viaggio in metro, in bus e una bella camminata di circa 1 km…
Finalmente a casa della mia amica, un delizioso monolocale con delle sicurissime scale a chiocciola, prima passione e amore della primogenita, la quale ci si è fiondata percorrendole almeno 10 volte al giorno.

2° giorno: L’adattamento
Il secondo giorno non poteva iniziare nel migliore dei modi: PIOGGIAAAAA! Ma quella potente, non due sfigate goccioline!
5 ore chiuse dentro il monolocale sempre dotato di comodissime scale a chiocciola, per non farcela salire non sapevo più cosa inventarmi: farle smontare il frigorifero neanche fosse un suppellettile ikea; aprire i dadi Star e cambiare la carta di ognuno con il suo compagno; lanciare assorbenti per casa; fare le foto più stupide del mondo; mangiare mille schifezze…

Come passare il tempo in modo sano prima che smetta di piovere

Come passare il tempo in modo sano prima che smetta di piovere

Fino a quando anche il Karma si è messo una mano sulla coscienza e ci ha fatto uscire un po di sole nel pomeriggio. Ci siamo fatte coraggio e siamo andate! Il coraggio è stato vano nel momento in cui mia figlia ha voluto abbandonare per sempre il suo passeggino, che ormai è diventato solo un carrello porta oggetti e farsi tutta zona Tortona o in braccio o correndo.

Come sono venuta benein questa foto  insieme  al palloncino

Come sono venuta bene in questa foto insieme al palloncino

Con 10000mq di Fabbrica del Vapore io preferisco andare sul monopattino rubato a chissà quale bambino

Con 10000mq di Fabbrica del Vapore io preferisco andare sul monopattino rubato a chissà quale bambino

Verso il Muba Museo dei bambini

Verso il Muba Museo dei bambini

3° giorno: La partenza
La mattina seguente altri percorsi guidati dalla mia schiena ormai ridotta a brandelli, fino alla stazione…  Anche qui non entro nel dettaglio per far coincidere qualche passeggiata mattutina e l’arrivo in stazione contro ogni legge sulla velocità della luce.
Siamo state letteralmente lanciate sul treno dalla mia amica con tanto amore e una volta trovato il nostro “larghissimo” posto per due, scopriamo che vicino al nostro posto c’era un altro simpatico bambino di 13 mesi, peggio della primogenita. Lì per lì ho ringraziato il signore per questa benedizione, così almeno si sarebbero annullati a vicenda giocando insieme, invece l’allegra coppia si odiava. Si sono ignorati tutto il tempo tranne in alcuni momenti per litigare. Ovviamente tutto il vagone ci ha odiati profondamente e soprattutto la coppietta affianco a noi, la quale prima di scendere ci ha confidato che avrebbe aspettato qualche altro tempo prima di avere dei bambini…lui aveva la tenera età di 45 anni!

In queste tre lunghissime giornate ho capito che l’adattamento per mia figlia è cosa che le è estranea e tutto quello che invece riguarda la sua quotidianità è qualcosa di sacro.
Io porto ancora i segni del maltrattamento, vesciche, mal di schiena, sonno perenne e rimpiango gli ormai lontani momenti in cui viaggiavo un giorno si e l’altro pure in condizioni pietose.

A tal proposito invidio le mie colleghe blogger che invece scrivono pagine e pagine su come è facile viaggiare con 8 figli fino a Katmandu. Seguite loro per tutti i consigli del caso e non me!
Vi cito e vi odio <3:
Ma che davvero: http://machedavvero.it/category/travel/
In cinque con la valigia: https://incinqueconlavaligia.wordpress.com/
Playground around the corner: http://www.playgroundaroundthecorner.it/
Valigia e passeggino: http://valigiaepasseggino.com/
Sei in viaggio: https://seinviaggio.wordpress.com/

Ah dimenticavo le mie amiche Sfigliate mi hanno fatto questo regalo perché mi hanno sentita un po esaurita questo periodo…  E ora secondo voi come posso sentirmi. Vi voglio bene donne!
Prossimo viaggio in programma, tra 5 anni!

Nuovo programma su realtime: Senza Nido – Settimana da incubo

Allora una volta provato non si può più tornare indietro.
E’ una droga, ti rilassa anche se stai lavorando davanti al pc da 8 h…
L’Asilo Nido una volta che entra nella tua vita, non lo puoi più far uscire.

A volte però è obbligatorio non farne uso, causa: raffreddore, diarrea, nausea, vomito, mal di testa, bolle esantematiche, malattie tropicali…
E lì purtroppo possiamo fare solo una cosa: cercare una candelina tipo quelle che trovi da Ikea, o un cero, accenderlo, preferibilmente sotto un effige e continuare la preghiera finché le pozioni magiche non facciano il loro effetto.

Il primo giorno è il più duro in assoluto, perché parti con tutte le buone intenzioni, ti scarichi da internet tutti i giochini più assurdi Fai-da-te da far fare a tuo/a figlio/a, ma mentre li fate, il pensiero è costante: ma chi caxxo li ha pensati? Perché non ho mai la colla vinilica dentro casa? Perché non ho fatto l’esame di modellistica ad architettura?
E da lì a cascata una serie di interrogativi esistenziali, tipo perché esiste potpourri, ti fa cadere in una depressione cosmica.
“Ed ora che cavolo gli faccio fare?”
Il soggetto in questione però ha già la risposta:

  • Lanciare un pannolino pieno di cacca nel corridoio;
  • Prendere la carta igienica sporca dal water e spiaccicarla per tutto il bagno;
  • Tirare fuori i panni dalla lavatrice (no non ti sta aiutando a stenderli);
  • Fare on/off con tutti i dispositivi elettronici con una velocità pari ad 80 km/h; etc etc…

Tutto ciò con 38.8 di febbre e sono solo le 11:30 del mattino.
E allora lì ti domandi ancora, perché invece di prendere gli occhi del padre, non poteva prendere la sua apatia febbrile con 36.9?

Il secondo e terzo giorno vanno un pochino meglio, perché ormai sei già educata all’occorrenza, ma il sonno già pervade le tue palpebre, perché oltre a spendere tutte le calorie mattutine, pomeridiane e serali, devi anche spendere quelle notturne per recuperare il tuo lavoro, quello che non hai potuto svolgere durante tutto il resto della giornata, quello del tipo Clienti/ Stipendio/ Una nuova concezione di Relax.

Il quarto giorno cominci ad intravedere la luce, ma inizi ad avere anche le visioni, perché sopra il frigorifero c’è Tata Lucia che ti appare vestita di azzurro con una forte luce retrostante e ti indica la pila di piatti da lavare e tuo/a figlio/a che sta per entrare nella quarta dimensione saltando dal divano, che tu ormai non hai più la lucidità per vedere.

Quinto giorno la guarigione…
Ma per tuo/a Figlio/a perché quel simpatico virus che prima viveva nel tuo pargolo si è trasferito nell’appartamento vicino, il tuo stomaco. E quando te ne accorgi è già troppo tardi perché è venerdì, ed è il weekend che ti eri programmata dal 2007!

Illustrazione di Lucy Scott

Illustrazione di Lucy Scott