Nuovo programma su realtime: Senza Nido – Settimana da incubo

Allora una volta provato non si può più tornare indietro.
E’ una droga, ti rilassa anche se stai lavorando davanti al pc da 8 h…
L’Asilo Nido una volta che entra nella tua vita, non lo puoi più far uscire.

A volte però è obbligatorio non farne uso, causa: raffreddore, diarrea, nausea, vomito, mal di testa, bolle esantematiche, malattie tropicali…
E lì purtroppo possiamo fare solo una cosa: cercare una candelina tipo quelle che trovi da Ikea, o un cero, accenderlo, preferibilmente sotto un effige e continuare la preghiera finché le pozioni magiche non facciano il loro effetto.

Il primo giorno è il più duro in assoluto, perché parti con tutte le buone intenzioni, ti scarichi da internet tutti i giochini più assurdi Fai-da-te da far fare a tuo/a figlio/a, ma mentre li fate, il pensiero è costante: ma chi caxxo li ha pensati? Perché non ho mai la colla vinilica dentro casa? Perché non ho fatto l’esame di modellistica ad architettura?
E da lì a cascata una serie di interrogativi esistenziali, tipo perché esiste potpourri, ti fa cadere in una depressione cosmica.
“Ed ora che cavolo gli faccio fare?”
Il soggetto in questione però ha già la risposta:

  • Lanciare un pannolino pieno di cacca nel corridoio;
  • Prendere la carta igienica sporca dal water e spiaccicarla per tutto il bagno;
  • Tirare fuori i panni dalla lavatrice (no non ti sta aiutando a stenderli);
  • Fare on/off con tutti i dispositivi elettronici con una velocità pari ad 80 km/h; etc etc…

Tutto ciò con 38.8 di febbre e sono solo le 11:30 del mattino.
E allora lì ti domandi ancora, perché invece di prendere gli occhi del padre, non poteva prendere la sua apatia febbrile con 36.9?

Il secondo e terzo giorno vanno un pochino meglio, perché ormai sei già educata all’occorrenza, ma il sonno già pervade le tue palpebre, perché oltre a spendere tutte le calorie mattutine, pomeridiane e serali, devi anche spendere quelle notturne per recuperare il tuo lavoro, quello che non hai potuto svolgere durante tutto il resto della giornata, quello del tipo Clienti/ Stipendio/ Una nuova concezione di Relax.

Il quarto giorno cominci ad intravedere la luce, ma inizi ad avere anche le visioni, perché sopra il frigorifero c’è Tata Lucia che ti appare vestita di azzurro con una forte luce retrostante e ti indica la pila di piatti da lavare e tuo/a figlio/a che sta per entrare nella quarta dimensione saltando dal divano, che tu ormai non hai più la lucidità per vedere.

Quinto giorno la guarigione…
Ma per tuo/a Figlio/a perché quel simpatico virus che prima viveva nel tuo pargolo si è trasferito nell’appartamento vicino, il tuo stomaco. E quando te ne accorgi è già troppo tardi perché è venerdì, ed è il weekend che ti eri programmata dal 2007!

Illustrazione di Lucy Scott

Illustrazione di Lucy Scott

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